C’è una cosa che chi viene a Catania non si aspetta: la città non si ferma mai. A qualsiasi ora usciate — le otto di sera, mezzanotte, le due — le strade sono piene, i ristoranti hanno gente che aspetta fuori, si ride ad alta voce sui marciapiedi. Non è folklore, non è una serata speciale. È così ogni giorno.
Barcellona non fa paura a nessuno, da queste parti.
Il centro storico di notte è un posto diverso da quello del mattino — stessi palazzi barocchi, stessa pietra lavica, ma con la musica che rimbalza sui muri e i tavolini che occupano ogni centimetro libero. C’è chi suona per strada, chi beve vino in piedi davanti a una bottega, chi entra in un’ex chiesa trasformata in qualcos’altro. Ogni angolo racconta una storia, sempre diversa.
La città non dorme, e non si prende troppo sul serio. Non serve l’abito giusto, non serve sapere dove andare. Ti offre un bicchiere di vino, un’arancina all’alba e un pezzo di sé, ogni notte diverso.
Catania non imita nessuno, ma dialoga con le grandi capitali europee. A modo suo. E proprio per questo, lascia il segno.
Fra le Righe è nel mezzo di tutto questo. Uscite dalla porta e ci siete già dentro.
