“La Vucciria di Renato Guttuso, iconico dipinto che rappresenta l’anima popolare e viscerale della Sicilia, tra mercati, colori e voci narranti”

La Sicilia da leggere : fra luoghi, parole, memorie , meraviglia

“Qualsiasi seme vi cada, invece della pianta che se ne aspetta, nasce una favola.”
La Sicilia che racconta Cesare Brandi in Viaggio in Sicilia non è una terra qualsiasi: è una soglia. Ogni dettaglio — un balcone, un gelsomino, un bagliore sulle maioliche — diventa letteratura, leggenda, memoria.
Goethe lo scrisse nel 1787: “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito. Qui è la chiave di tutto.”
E ancora: Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo. Tutti, in modi diversi, hanno camminato la Sicilia trasformandola in scrittura. C’è chi l’ha lasciata, chi l’ha raccontata da lontano, chi l’ha difesa con parole limpide e dolorose. Ma per tutti loro, la Sicilia non è mai un semplice luogo. È uno specchio. Una soglia. Una favola.
Molti ospiti arrivano qui, come prima o ultima tappa del loro viaggio. Alcuni hanno visto solo l’oriente, altri solo l’occidente. Ma quasi tutti — prima di andare via — lo dicono piano: “Dovrò tornare. Non ho finito la Sicilia.”
E una volta qualcuno ha aggiunto: “Credo di essermi ammalato di Sicilia.”
Brandi non avrebbe avuto nulla da obiettare.